Beethoven a Lucca
Mai una singola opera di un grande musicista ha suscitato tanta emozione nel mondo come la Nona Sinfonia di Beethoven: non soltanto fra i contemporanei ma anche fra i posteri, dopo ben più di un secolo.
Così scriveva nel 1936 Walter Rietzler nel suo saggio dedicato al grande compositore tedesco.
Il 13 febbraio Lucca ospita un importante evento musicale, la Nona Sinfonia di Beethoven, scelta per inaugurare la VII edizione di “Lucca in Musica”, un cartellone di altri quattro appuntamenti dedicati ai compositori settecenteschi, Antonio Vivaldi, Wolfgang Amadeus Mozart, Francesco Geminiani e Franz Joseph Haydn. In questo momento il panorama delle iniziative culturali lucchesi è fortemente incentrato sul Settecento, in forza anche della mostra dedicata, a trecento anni dalla sua nascita, a Pompeo Batoni, lucchese, artista fondamentale, itinerante tra le corti europee più prestigiose del XVIII secolo. Così, la scelta di presentare la Nona di Beethoven come opera inaugurale di una ricca rassegna di musica settecentesca rappresenta un momento eccezionale a Lucca, e un occasione più unica che rara di entrare in contatto con la potenza dello spirito del grande musicista.
Non voglio parlare della qualità dell’evento. I nomi e il calibro dei protagonisti li potete trovare sui siti specializzati o sulle brochure che presentano la manifestazione. Scrivendo, non immagino di rivolgermi a conoscitori di musica classica, ma a un po’ tutti. Allora proviamo a fare un gioco di immaginazione.
Il concerto si svolge all’interno della basilica di San Frediano, dalla quale il 13 settembre prende avvio la processione per la Santa Croce. Una liturgia che ogni anno si ripete. Un luogo ricco di storia, una storia che si snoda nel tempo, visibile attraverso gli interventi che si sono succeduti. Dal XII secolo fino al XIX.
Proviamo a pensarla come un contenitore, in questa occasione. Ad occhi chiusi, lasciamoci trasportare anche dalla fantasia e immaginiamo volti scolpiti, corpi dipinti, espressioni che si possono cogliere sulle figure distribuite sulle pareti affrescate o affioranti dall’arredo scultoreo. Varie e allo stesso tempo immobili, da sempre presenti. E poi l’architettura, i pilastri, le colonne, le pietre. Io riesco a immaginare la musica che rimbalza da un capitello all’altro, con moto perpetuo, si distribuisce in quello spazio, come un urlo che fuoriesce da una bocca all’altra di quelle figure. E noi…lì nel mezzo.
E pensiamo alla Nona. E’ l’ultima sinfonia di Beethoven, scritta tra il 1822 e il 1824, quando già il suo dramma di uomo e di artista si era manifestato. La sordità. Pensare la musica voleva dire ragionarla e sentirla esplodere nella mente, e ripiegarsi nell’intimità del proprio pensiero perché essa potesse estrinsecarsi.
I primi due movimenti della Nona ci parlano di tensioni interiori e di una lotta emotiva giocata tutta dentro la propria intimità, alle prese con solo se stesso. Dal finale si libera invece un messaggio di grande positività, con “L’inno alla gioia” sul testo poetico di Friedrich von Schiller. Ed è la gioia come metafora del raggiungimento di uno stato di libertà e di affrancamento dal male e dall’odio. Al superamento di un io dilaniato fa fronte l’ esplosione della libertà concettuale, dell’alta cognizione morale del sè.
Io già la sento, la vedo, questa musica che cresce e si gonfia, prendendo forza da se stessa e amplificata dallo spazio; la vedo che rompe lo spazio e gioca con le nostre emozioni. Tutte diverse.
Io non sono esperta di musica, ma credo che la bellezza possiamo coglierla anche senza avere strumenti raffinati.
Che ne dite?!? Proviamo a parlarne! Vi aspetto… il giorno dopo il 13 febbraio!
Ciao a tutti,
Mpp
P.S. Aggiungo qualche informazione logistica:
Sinfonia n° 9 di Beethoven
Orchestra e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
direttore: Christian Arming
venerdì 13 febbraio ore 17:00
Basilica di San Frediano p.za S. Frediano - Lucca
per info: tel. 0583467521 - www.teatrodelgiglio.it
La rassegna “LUCCA IN MUSICA” è curata dall’Associazione Musicale Lucchese e dal Teatro del Giglio con il contributo e la collaborazione di Comune, Provincia, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e Lucar-Bmw.
