Lucca Summer Festival - Gli eventi

Francesca, 19 May 2009

Ormai è tutto definitivo si conoscono gli artisti che parteciperanno al Summer festival Lucca, le date dei  concerti a Lucca e i prezzi dei biglietti.

Programma  Summer Festival 2009

Lucca -  Piazza Napoleone
POSTO UNICO EURO 36,00 + PREV
08 luglio ANASTACIA
PRIMA PLATEA NUMERATA EURO 50,00 + PREV / SECONDA PLATEA NON NUMERATA EURO 35,00 + PREV
10 luglio BIAGIO ANTONACCI
POSTO UNICO EURO 35,00 + PREV
11 luglio LENNY KRAVITZ
POSTO UNICO EURO 36,00 + PREV
15 luglio ENZO AVITABILE
CONCERTO GRATUITO
PRIMA PLATEA NUMERATA EURO 50,00 + PREV / SECONDA PLATEA NON NUMERATA EURO 35,00 + PREV
18 luglio BURT BACHARACH special guest Karima
PRIMA PLATEA NUMERATA EURO 50,00 + PREV / SECONDA PLATEA NON NUMERATA EURO 35,00 + PREV
24 luglio JAMES MORRISON / AMY MacDONALD
POSTO UNICO EURO 30,00 + PREV
25 luglio  MOBY
POSTO UNICO EURO 30,00 + PREV
26 luglio  SUMMER GIOVANI
CONCERTO GRATUITO
26 luglio JOHN FOGERTY
POSTO UNICO EURO 32,00 + PREV
—————————————————————————
Se volete prenotare i posti migliori vi sconsigliamo di acquistare fin da adesso i biglietti, anche per soggiornare vi consigliamo di prenotare la camera in hotel o in bed & Breakfast a Lucca adesso, infatti oltre che avere  l’alloggio assicurato potrete usufruire delle offerte, Il Bed and Breakfast  a LuccaAntica Residenza Del Gallo” si trova a 50 metri dal Summer Festival Lucca e attua uno sconto sul soggiorno del 10% per i possessori del biglietto ad una delle serate del Summer Festival. Quindi…. Affrettatevi.

MEMORABILE COHEN

Claudio Tomaselli, 28 July 2008

Da scolpire  senz’altro nella storia del Summer Festival, il concerto di Leonard Cohen di domenica 27 luglio.
E’ stata un’esperienza unica, incredibile, esaltante, in una parola : indimenticabile. Nel suggestivo sfondo di Piazza Napoleone, il grande poeta-cantautore canadese, settantaquattro primavere alle spalle ha incantato gli oltre cinquemila fans accorsi praticamente da tutto il mondo per vederlo, tenendoli inchiodati alle loro sedie per tre ore.
Possiamo tranquillamente dire che quello di Leonard Cohen è stato il più bel concerto mai visto al Summer. Vuoi per l’eccezionalità di un tour dopo quindici anni di assenza dalle scene, vuoi per l’età dell’artista ma soprattutto per un carisma, una freschezza d’espressione e di proposte che lasciano davvero senza parole.

Il concerto è iniziato  alle 21,30, puntualissimo, mentre la gente doveva ancora in parte accomodarsi in platea, secondo la solita cattiva usanza che vuole che si arrivi, tutti insieme, poco prima dell’ inizio se non addirittura in ritardo. Tante le lamentele al riguardo da parte dei presenti. 
In gilet, con cravatta americana e cappello nero, quest’ultimo subito tolto in segno di saluto, Cohen sorride e inizia la sua performance con “Dance me to the end of love“.
L’alternanza dei temi è la colonna portante dello spettacolo: “Ain’t no cure for love”, “Bird on the wire“, uno dei classici più amati dal suo pubblico (e si sente); poi “Everybody knows“, “In my secret life” e “Who by fire“, aperta dall’assolo di chitarra flamenca di Javier Mas. Chiudono la prima ora di show la toccante “Hey, that’s no way to say goodbye” e “Anthem“.
Dopo un quarto d’ora di pausa si riparte con “Tower of song” sulla quale Cohen, sul coro finale scherza: “Credo di aver capito oggi qual è la chiave della vita, dopo anni di studi, di ricerca e di filosofia… Volete saperlo? Ta doo run run…. Eccolo!”. Poi imbraccia la chitarra per “Suzanne” ed è un boato. Con “Gypsy wife“, ancora Javier Mas con la bandurria, mandolino spagnolo elettrificato e “Boogie Street” con Sharon Robinson a far sentire la sua voce.
Arriva “Hallelujah” e Cohen si inginocchia per questa meravigliosa preghiera  che tutti cantano in coro e dove domina l’hammond di Neil Larsen. Tutti in piedi e si riparte con “Democracy“, altra frustata verso quei potenti che si arrogano di questa parola per giustificare i propri interessi. La sempre splendida “I’m your man” e “Take this waltz“, che chiude il cerchio “danzante” iniziato con “Dance me…”, portano alla fine della seconda ora.
E siamo ai bis: “So long Marianne” è un altro boato, ma ormai la gente è in piedi e “First we take Manhattan” la colpisce come un rasoio. Qui Cohen sembra davvero un giovane rocker alla conquista del mondo. Esce e poi rientra, con qualche passo di corsa ed ecco “Sister of mercy” e poi “If it be your will“, altra preghiera affidata al coro delle due sorelle Webb e “Closing time“, giusta chiusura (così sembrerebbe) della serata. E invece, c’è ancora tempo per “I tried to leave you”, sull’ineluttabilità dell’amore e il coro “a cappella” di “Whither thou Goest“, altro momento spiritualmente altissimo. Stavolta è finita davvero. La gente se ne va, con la consapevolezza di aver partecipato, stavolta, a un vero evento. Grazie Leonard per le fantastiche emozioni che ci hai trasmesso!!

 


Leonard Cohen chiude il Summer

Claudio Tomaselli, 27 July 2008

Leonard Cohen stasera è a Lucca, nella splendida cornice di Piazza Napoleone, per la chiusura del Summer Festival 2008. Non poteva essere scelto cantante migliore per l’ultima data in palinsesto. Leonard è uno di quei tre-quattro artisti che hanno fatto la storia della musica del secolo, e a Lucca sono tutti in fibrillazione per sentirlo cantare. Neanche a dirlo i biglietti sono stati tutti stravenduti.

L’ultima su apparizione in Italia e, più in generale, sul palco risale a 15 anni fa.  E ora alla bella età di 74 anni, Cohen ha ritrovato la voglia di girare il mondo con un tour che mette in scena il meglio della sua produzione. Gli album  di Cohen non sono molti (una quindicina) per una carriera così lunga come la sua,  ma la loro qualità, il loro valore di poesia, di temi d’attualità, d’introspezione, sono un cult per chi crede che la musica debba anche trasmettere qualcosa. E Leonard, di cose ne ha da dire.
Non  ci resta che attendere le 21.30 dunque per vederlo salire sul palco.  Migliaia di persone sono attese per l’evento, a giudicare dal “sold out” anche di tutte le strutture alberghiere della città.

 

 

 


I MITICI CHICAGO A LUCCA

Claudio Tomaselli, 27 July 2008

Trionfo di presenze a Lucca il 26 luglio in occasione del conceto della band “Chicago”, penultima data in programma dell’edizione 2008 del Summer Festival. Poco meno di cinquemila persone. Dai trenta ai settant’anni.
E’ stato un concerto molto bello ma un po’ nostalgico, comunque  senza troppi rimpianti. Gli Chicago hanno offerto sabato sera, nella loro unica data italiana, un concerto-evento di celebrazione di oltre quarant’anni di carriera, davanti a un pubblico che li aspettava in gloria.

Hanno cantato quasi  quasi tutte le hits più famose:  “If you leave me now“, “Call on me“, “Alive again“, “Hard to say I’m sorry/Getaway“, “Saturday in the park“, “Just you’n'me“, “25 or 6 to 4” e, in mezzo le cover di “In the mood” di Glenn Miller e la sempre splendida “I’m a man” di Steve Winwood/Spencer Davis Group.
La serata è stata addirittura  trasmessa in diretta (fino alle 23) da Radio Uno Rai.
Ci siamo divertiti un mondo - dichiarano sul palco i Chicago - in tutti questi anni, grazie alla musica“.
Non lo dubitiamo, ce lo dimostrano ancora oggi.


TRIONFO DI MORRICONE AL SUMMER

Claudio Tomaselli, 19 July 2008

Ieri sera, 18 luglio, è stata una serata davvero memorabile. Il palinsesto del Summer Festival proponeva il premio Oscar Ennio Morricone. Le aspettative erano certamente molto alte. .

Sul palco Ennio Morricone  ha infranto la sua personale regola di non parlare mai prima di un concerto, ma di parlare solo alla fine dell’esecuzione. Ha infranto la regola di non dirigere musica di altri compositori. Ha infranto la regola di non concedere bis, eseguendo altri tre brani al termine del concerto di piazza Napoleone.

Quando è salito sul palco, invece di prendere la bacchetta e iniziare a suonare, ha parlato ai circa 4mila spettatori, giunti da tutta Italia per assistere a questo speciale concerto. Speciale, perché come lui stesso ha spiegato, avveniva nella città che ha dato i natali a Giacomo Puccini, compositore a lui molto caro. Morricone ha spiegato di essere legato alla musica di Puccini e, in particolare all’opera  ”Tosca”, opera che si svolge nella sua natìa Roma che il musicista ha detto di apprezzare anche perché affonta in maniera assolutamente originale un tema come quello della pena di morte, senza andare ad appesantire l’opera.

Ha, quindi, deciso di omaggiare il compositore lucchese eseguendo le prime battute dei tre atti di “Tosca”, a seguito di questi secondi di musica pucciniana, poi, la sua creazione in onore dell’anniversario del centocinquantesimo della nascita di Puccini: una brevissima composizione - solo due minuti - di musica in stile pucciniano, riletto “alla Morricone”: “Mi hanno chiesto una composizione da dedicare all’anniversario del Maestro lucchese - ha spiegato alla platea - e ho creato un’idea di musica, che potrebbe nel futuro essere ripresa e sviluppata, anche se ritengo che questa sera sarà la prima e ultima volta che la eseguo, perché voglio che
resti un’esecuzione unica”.

Le note della composizione originale, che probabilmente sarà stata sentita solo a Lucca per questo concerto hanno portato direttamente nel mondo dei film che Ennio Morricone ha commentato con la sua musica.   E’ stato questo l’inizio di due ore e mezza di concerto, di fronte ad un pubblico attento e appassionato. Sul palco, gli ottanta orchestrali dell’Orchestra Roma Sinfonietta , fondata nel 1993 e che accompagna sempre il Maestro Morricone nelle sue esibizioni live. Dietro gli orchestrali, cento coristi provenienti dal Nuovo Coro lirico-sinfonico romano e del Coro Claudio Casini dell’Università di Tor Vergata.

E le note hanno iniziato a riempire ogni angolo dela piazza. Musiche che è impossibile non collegare ad immagini oramai entrate a far parte della storia e del patrimonio popolare.  E’ stato un boato quello che ha accolto le prime note de “Il buono, il brutto, il cattivo”, capolavoro di Sergio Leone, le cui musiche sono divenute sinonimo di western, di deserto e degli occhi di ghiacchio di Clint Eastwood. Questa musica ha aperto la parte di concerto dedicata al genere di film che forse maggiormente è legato alla musica di Ennio Morricone, quello spaghetti-western che lo scorso anno è stato celebrato con una retrospettiva di 32 titoli alla Mostra di Venezia. Clint Eastwood ha lasciato il passo ai volti - rievocati con gli occhi della memoria - di Henry Fonda e Charles Bronson grazie al tema di “C’era una volta il west”, dove la voce della soprano Susanna Rigacci ha dato il meglio di sé, sfumando nel tema di “Giù la testa”, datato 1971, film nel quale Leone affida ai protagonisti James Coburn e Rod Steiger, le sue riflessioni su tematiche quali politica e umanità, incentrando la storia sulla Rivoluzione messicana. Ancora un brano dal capolavoro “Il buono, il brutto e il cattivo”, “L’estasi dell’oro”, porta definitivamente lontani gli spettatori dalle immagini di cactus, cavalli e deserto evocati da queste musiche.

E’ “Mission” a chiudere la parte ufficiale del concerto di Ennio Morricone a Lucca. Le suggestive musiche di questo film del 1986 di Roland Joffé accompagnano verso il finale del concerto. Morricone dirige l’orchestra che esegue tre brani “Gabriel’s oboe”, “Fall” e “Come in cielo così in terra”, accompagnati dall’oboe di Carlo Romano.

Ed Ennio Morricone ha infranto anche la scaletta che non prevedeva alcun bis, regalando al pubblico di piazza Napoleone tre applauditissimi “encore”:  “Nuovo cinema Paradiso”, “Per un pugno di dollari” e “La ballata di Sacco e Vanzetti” che hanno concluso definitivamente una lunga e appassionante serata di grande musica, sempre giocata sul filo della memoria e delle immagini. Un’atmosfera magica che ha dato non pochi brividi alle persone che hanno assistito al concerto, ascoltando le musiche che hanno reso famosi così tanti film. E l’atmosfera forse sarebbe stata ancor più suggestiva se, sullo sfondo blu del palco, fossero passate delle immagini di quei film dei quali si ascoltavano le musiche così mirabilmente eseguite.